
Alla luce della trama, Rita Carla Francesca Monticelli mi ha dato una mano a sottolineare alcuni aspetti importati della stessa e del genere proprio attraverso la copertina.

Alla luce della trama, Rita Carla Francesca Monticelli mi ha dato una mano a sottolineare alcuni aspetti importati della stessa e del genere proprio attraverso la copertina.

9 luglio 2014. Salvatore Giordano, un ragazzo di allora 13 anni e mezzo muore. Perse la vita mentre passava, il giorno 5 luglio 2014, davanti la Galleria Umberto I di Napoli coi suoi amici, un sabato pieno di sole e di vita. Una vita che gli fu sottratta ingiustamente da qualcuno che ancora non è responsabile. Quattro giorni di coma e la notte del 9 luglio Salvatore sale in cielo.

Il dettaglio più banale e sconvolgente per un libro di narrativa si chiama marketing, anzi strategia di marketing. Ci sono corsi appositi per farti diventare un buon ambulante.
Sì, devi essere al pari di un venditore ambulante che passa per piazze, vicoli, stradine e spiagge e urla: “Cocco! Cocco bello, volete il cocco? Fresco e dissetante!”.
D’estate fa caldo e il cocco fresco è piacevole, oltre che buono e salutare.

Quando si scrive si scrive. Si buttano parole una dietro l’altra, si usano termini ricorrenti, similitudini ricorrenti, tutti i personaggi incrociano le braccia sul petto, a tutti batte forte il cuore, tutti si mordono il labbro o le labbra… In un paragrafo ti capita di usare 5 volte lo stesso termine. È il tuo modo di fare, tanto l’importante è la storia, mica la forma? Non perdiamoci in inutili dettagli.
Scrivere è facile. Metti le parole parole una accanto all’altra e hai fatto. Tempo 20 giorni e hai scritto e pubblicato un romanzo, no? E magari la gente lo compra pure, in tanti lo prendono e diventi un best seller, ti pare? Al diavolo i dettagli, fanno solo perdere tempo.

Oggi, anno del Signore 2015, avere l’ultimo smartphone che aggiunge 0.1 cm in più a un display è un banale dettaglio a cui quasi nessuno si sottrae.
E senza questo dettaglio maniacale in cui si cade come si farebbe?
Continua a leggere “il dettaglio… della moda dell’ultimo smartphone”
(CC) opensource.com nessuna modifica effettuata all’immagine: clic qui per licenza.
Quando all’inizio furono inventati i telefoni, si era anni luce lontani dall’uso che se ne fa oggi di un “telefono”. Che poi, la parola telefono nel 2015 è completamente errata. Oggi si parla di smartphone. Che tra l’altro sono computer veri e propri e sono anche più potenti del mio laptop HP Centrino che ha ben 12 anni e che con Linux ancora va avanti e mi permette di scrivere e creare ebook.
Eccomi a recensire un libro che ho comprato il giorno stesso che è stato pubblicato, ma che per motivi vari ho dovuto rimandarne la lettura. Perché iniziare una recensione con questa precisazione? Semplice. Il libro mi è piaciuto ogni oltre possibile aspettativa per mille motivi e non so da dove iniziare.
Proviamoci.
Continua a leggere ““L’isola di Gaia” di Rita Carla Francesca Monticelli”
(CC) Rosy: nessuna modifica dell’immagine: licenza
Articolo ispirato a quello di Marco Freccero sul perché non si legge.
Perché mai uno dovrebbe leggere se oggi ci sono così tante fiction italiane che vogliono insegnarti qualcosa e che vogliono farti la morale, intrattenerti? Una mia zia diceva che guardava una certa fiction in TV perché così ogni sera stava lì a piangere. Ecco, vedi. Perché devi leggere se puoi piangere ed emozionarti davanti a un capolavoro italiano?
(CC) Donato Accogli: nessuna modifica fatta all’immagine: licenza
Gli autori inglesi spesso dicono che “less is more”, ovvero che “il meno è meglio” e lo dicono in riferimento a un testo narrativo. Un po’ come dire: “bando alle ciance veniamo ai fatti”. Ovvero, in una storia devi scrivere l’essenziale, perché ogni elemento che è in più dà fastidio, rallenta, distrae, crea uno strato di grasso.
E quindi, niete frasi troppo ampollose, ma anche nientre frasi fatte. Perché usare frasi fatte sentite e risentite se risolvo con una sola parola? Che possa essere un verbo o un aggettivo. E proprio in merito agli aggettivi basta usarne uno solo invece di eccedere.
L’ho comprato su una bancarella per tre euro. Bella copertina, bella presentazione, idea interessante, prima pagina che cattura la curiosità, ma uno strazio. Confusione allo stato puro, un milione di personaggi, un romanzo che in realtà è un insieme di racconti isolati, racconti in cui non si mostra ma si racconta. Ho resistito fino a pagina 98, poi l’ho buttato nella carta da riciclare.
Continua a leggere “Casalinghe all’inferno di Margherita Giacobino”